Come da richiesta. Per forza di cose, lo spaccato è parziale e svogliato. Procediamo.
L’arte del sogno (Michel Gondry)Ovvero L’arte dei filmini. Il filmino è qualcosa che va oltre i concetti di sega mentale e di fantasticheria. Il filmino è la costruzione di un mondo parallelo che vive di vita propria e è alimentato in parte da spunti di vita reale ma in larga parte da desideri, sogni, speranze, ipotesi, paure. I miei filmini sono vere e proprie sceneggiature della vita secondo MissBlum, di quello che avrebbe potuto essere e di quello che potrà ancora essere. Ma anche no. Ben pochi sono i filmini che si sono avverati.
Sono una sceneggiatrice puntigliosa e precisa. Mi faccio da sola anche le scenografie e nel farle pongo massima attenzione ai dettagli. Non mi basta sapere dove un filmino potrebbe svolgersi. Devo anche sapere come le persone coinvolte sarebbero vestite in conseguenza della stagione che è; i posti o li conosco personalmente e allora me li immagino bene o se li invento creo complicati sistemi per rendere veritiero l’accaduto. I dialoghi sono sempre pensati alla virgola. Mi immagino le pause e quanto lunghe dovrebbero essere.
La dipendenza da filmini peggiora in certi periodi dell’anno e della vita ma sostanzialmente rimane una costante della mia esistenza. Ad ogni modo, i filmini non fanno bene alla salute.
E’ tempo di cambiare avatar.
I Goonies (Richard Donner)
Alla ricerca del tesoro dei pirati. Da bambina, il fantasticare su mappe del tesoro (e il costruirle bruciacchiandole con l’accendino “che fa antico” rischiando di dare fuoco alla cucina tutte le volte), su cunicoli sotto la scogliera, su tracobetti e trappole ingegnose e su avventure pronte per essere intraprese. Da grande, il saper coltivare i sogni e crederci e andare avanti nonostante la fatica. Ma rimpiangere la forza e la convinzione della bambina che ero.
Ragazze Interrotte (James Mangold)
Perché l’adolescenza è un periodo di merda. C’è altro da aggiungere?
L’ora di religione (Marco Bellocchio)
Ovvero la non credenza e il non rapporto con la fede. E la fatica dei compromessi.
Ogni cosa è illuminata (Liev Schreiber)
Le scatole della memoria. La necessità di ricordare, di conservare, di salvare. La paura di dimenticare e il dovere di non farlo.
Ho sempre sentito il dovere di ricordare, anche se con gli anni i particolari si perdono e la memoria fa quello che le pare.
In The Mood For Love (Wong Kar-Wai)
L’amore non detto, l’amore pensato. L’amore di sguardi e sospiri e senza parole. La fregatura dell’amore.

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